UVE: Sauvignon
ANNO DI IMPIANTO: 1992 - 2003
VIGNETO: inerbito, non irrigato.
METODO DI PRODUZIONE: Alla meticolosa selezione delle uve segue diraspatura, pigiatura soffice e stabilizzazione a freddo ad una temperatura di 4/5 °C per una durata di 5 giorni. L’affinamento avviene in acciaio per circa 7 mesi sulle fecce fini con frequenti rimontaggi.
NOTE DI DEGUSTAZIONE
Giallo paglierino tenue tendente al dorato. Naso intenso ma mai stucchevole di foglia di pomodoro, peperone, salvia, erba falciata, ortica, bosso. Si riconoscono sentori di frutta gialla e anche tropicale. Il sorso è fresco e minerale e non delude le aspettative.
ABBINAMENTO
Ideale per tutte le occasioni, ottimo con antipasti caldi e freddi di pesce anche al vapore, ma anche con affettati e salumi. E’ l’unico vino riconosciuto per l’abbinamento con sushi e sashimi. Si abbina con qualsiasi primo e secondo a base di pesce e crostacei anche in umido, carni bianche come vitello, pollo e coniglio. Provatelo con la pasta al pesto, con le verdure e quindi creme, zuppe, vellutate, e in genere con tutte le preparazioni aromatiche, contenenti pomodori, peperoni. L’abbinamento più famoso è sicuramente con gli asparagi declinati in ogni forma. Nella cucina friulana è ideale l’abbinamento col risotto agli asparagi, gnocchi con ricotta e menta, uova ed asparagi, zuppa di “sclopit” e frittate alle erbe spontanee.
LA STORIA
Vitigno di origine francese, partecipa nella madre patria alla produzione di vini rinomati e celebri in tutto il mondo, come Sancerre e Pouilly Fumé. E’ un vitigno internazionale, diffuso in Australia, Austria, Nuova Zelanda e in molte altre nazioni. In Friuli ha trovato diffusione da centinaia d’anni. Io lo considero il mio autoctono adottivo…
PER CAPIRE MEGLIO IL MIO SAUVIGNON
Il Sauvignon Blanc, è uno dei vitigni a bacca bianca più singolari al mondo, ricco di suggestivi aromi d’intenso impatto olfattivo e gustativo. Coltivato in aree fresche come il Friuli, raccolto leggermente prima della piena maturazione e vinificato in acciaio esprime al massimo i suoi profumi caratteristici che sono quelli di chiara natura vegetale ed erbacea, in particolare di peperone verde, foglia di pomodoro, salvia, erba falciata, ortica, oltre al mitico bosso (mi rifiuto di chiamarla pipì di gatto). A questi aromi si aggiungono quelli di sambuco e agrumi. Ma così facendo si ottiene un vino d’impatto olfattivo molto forte che però spesso risulta corto, poco persistente in bocca. Se invece viene raccolto a piena maturazione, si attenuano i suoi tipici aromi vegetali ed erbacei esaltandosi invece quelli della frutta, in particolare pesca, ma anche frutta tropicale, oltre ad aromi floreali come sambuco, ginestra, acacia e biancospino.
In questo modo ottengo tre vasche di vinificazione con sentori organolettici e analitici molto diversi le une dalle altre. Nella prima vendemmia catturiamo i caratteristici profumi vegetali e l’acidità che lo sostiene. Nelle ultime due vendemmie ci spostiamo invece su profumi più fruttati e floreali ed aumentiamo la struttura che servirà a sostenere appieno anche la prima vendemmia.
Se volete scoprire cosa facciamo con una piccola quantità dell’ultima vendemmia tenuta in purezza andate a leggere la scheda del Sauvignon “IL”…